Kenya

Quando la mia amica mi ha proposto il Kenya, la prima cosa che le ho detto è stata: “va bene, ma io il safari non lo voglio fare”.
Per fortuna poi ho cambiato idea!
avevo paura di passare la notte in mezzo alla savana, alla mercè di zanzare e animali il cui solo nome mi metteva i brividi. Ma tutti continuavano a ripetermi che non si può andare in Africa e non fare l’esperienza del safari.
Così mi sono informata. Ed ho scoperto che non si dorme in accampamenti di fortuna in mezzo al nulla, ma in strutture ben organizzate e completamente recitante con reti elettrificate per tenere alla larga visitatori a quattro zampe.
E safari sia!

Mi rivolgo, come faccio sempre da qualche anno, presso l’agenzia Lastminutetour di Genova, dove mi segue la simpatica e preparatissima Cristina – ormai nominata “la mia spacciatrice di vacanze”.
Si potrebbe pensare che prenotando online una vacanza si possano trovare superofferte (lo pensavo anch’io), ma alla fine, mettersi lì a navigare tra centinaia di siti, chiedersi quanto siano affidabili, riuscire a capire bene tutte le clausole e i supplementi diventa quasi un lavoro a tempo pieno, sperando poi che vada tutto bene.
Invece parlare con una persona, e non con un sistema automatizzato, spiegare le proprie esigenze, chiedere informazioni sulla sistemazione, sulla tipologia delle camere, è tutta un’altra cosa.

Dopo una serie di proposte, optiamo per il Jumbo Club di Watamu, affacciato direttamente su una delle spiagge più belle della riserva marina. Le camere sono semplici, come tutto il resto della struttura, ma l’animazione è simpatica e, soprattutto, poco invadente!

Spiaggia di Watamu

Il mare di fronte all’hotel

La spiaggia dell’hotel

Trascorriamo il primo pomeriggio in spiaggia e l’indomani partiamo alla volta del parco Tsavo Est.
E’ difficile descrivere le sensazioni di quei due giorni nella savana, una distesa immensa, il rosso della terra e l’azzurro del cielo, percorrere kilometri aguzzando la vista per scorgere qualcuno dei Big Five, e, all’improvviso, trovarseli davanti.
E poi i mille versi degli animali nel silenzio della sera, il momento forse più emozionante.

Il nostro lodge nella savana

Il nostro lodge nella Savana

Un simpatico camaleonte passeggia sulla strada

L’impetuoso fiume Tsavo

L’impetuoso fiume Tsavo

Sembro una perfetta esploratrice? 🙂

Salutiamo il parco Tsavo est dopo due giorni densi di emozioni.

I giorni passano in fretta e noi vorremmo vedere così tante cose di questo Paese meraviglioso.
Trascorriamo un pomeriggio a Malindi, avremmo voluto girare di più tra le sue strade, ma, come tutte le escursioni organizzate, si hanno tappe fisse e obbligate.

Traffico nelle strade di Malindi

Uno di queste comprendeva la visita alla Fabbrica del legno, una cooperativa di artigiani autogestita

Per le strade di Malindi non è insolito trovare animali “al pascolo”.

Il giorno dopo ci rilassiamo nuovamente in spiaggia.

Il mio amico Wiston

Il Paradiso!

Dopo il relax il spiaggia, decidiamo di andare a Marafa, dove si trova un suggestivo canyon chiamato “Hell’s kitchen”, la cucina del Diavolo.
La leggenda  narra che in quel luogo viveva  una famiglia molto ricca che utilizzare il latte delle loro numerose mucche anche per farsi il bagno. Dio, adirato per tanto spreco,  fece sprofondare la loro terra e con essa tutta la famiglia. Il colore rosso delle rocce rappresenta il sangue, quello bianco il latte.

Al tramonto le rocce del canyon assumono dei colori meravigliosi.

E dopo tanto fuoco, è ora di un po’ di blu. E così andiamo a fare il classico giro in barca, chiamato (in tutte le parti del mondo) “Safari blu”.
Puntiamo verso sud, alla volta della Riserva marina di Watamu, passando nella Turtle Bay e costeggiando dei luoghi incantevoli, un’alternanza di rocce rosse e spiaggia bianchissima.

Lo scoglio a forma di tartaruga, da cui prende il nome la baia “Turtle Bay”

Foresta di mangrovie

La nostra gita si conclude sull’sola di Sudi, con un ottimo pranzo, un giro in canoa e i sorrisi dei ragazzi che vi lavorano.

E’ stato un viaggio fantastico, che ha riempito gli occhi e l’anima.

© Teresa Barberio.  All rights reserved

Annunci

27 thoughts on “Kenya

  1. Pingback: Travel: Kenya | Photo & Tour

    • Sì, Pat, il Kenya è bellissimo, l’Africa è immensa, negli spazi, nei contrasti, nella felicità di certi sguardi, anche se, secondo i nostri canoni occidentali, non avrebbero nulla di cui essere felici. Eppure è così. E tu ti senti così piccolo in tutta quella vastità…

  2. Pingback: Weekly Photo Challenge: Green | Photo & Tour

  3. Bellissime foto davvero! E l’Africa è cosi affascinante, spero di andarci quanto prima! Anche se è piena di contraddizioni, da un lato la ricchezza immensa della natura e dall’altro la povertà della sua popolazione! Comunque ho deciso di seguirti, le tue foto sono davvero belle:)

    • L’Africa ti entra dentro e non ti lascia più. Sì, è una terra piena di contraddizioni, ma lì capisci quanto sia banale a volte la nostra vita di occidentali viziati e quanto ci affanniamo per stupide cose.
      Grazie ancora 🙂

  4. Ho gustato le foto del tuo Kenia, vi ho ritrovato il “mio” Togo, il rosso della terra, il verde della natura, il giallo del sole. Si, l’Africa ti entra dentro, e ti indica la via della vita…noi occidentali non siamo l’unico modo di vita possibile seppure lo pensiamo così. E’ questo che, spesso, ci rende banali. Grazie.
    Anna.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...