Giazzér. Una gita a Cazzago Brabbia

©2013 Teresa Barberio. All rights reserved

Le ghiacciaie di Cazzago Brabbia

Una tradizione locale molto radicata e legata alla pesca nel Lago di Vareseha permesso la diffusione di questi edifici che caratterizzano i paesaggi del borgo.

Le ghiacciaie di Cazzago Brabbia, note in dialetto come “giazzér” hanno una storia affascinante ed hanno contribuito alla trasformazione del patrimonio ambientale nel corso dei secoli passati. Questi edifici, interamente costruiti in pietra, furono edificati alla fine del diciottesimo secolo, lungo le sponde delLago di Varese, scavati in terrapieni profondi circa dieci metri, e si presentano con tetti di forma conica simili a dei trulli.

Queste costruzioni vennero innalzate allo scopo di poter conservare il ghiaccio e il pesce pescato nel Lago di Varese.

Queste ghiacciaie venivano infatti di volta in volta riempite con lastroni di ghiaccio che si staccavano dal lago d’inverno; durante la stagione più fredda, il Lago di Varese si ghiacciava quasi totalmente, e proprio in questi periodi i pescatori di Cazzago arpionavano con uncini i lastroni di ghiaccio tagliati con la scure e li trascinavano nelle loro barche. 

Questi blocchi di ghiaccio venivano poi avvolti in coperte e trasportati tramite carri all’interno di questi edifici, dove il ghiaccio si conservava addirittura per un anno intero.

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21 thoughts on “Giazzér. Una gita a Cazzago Brabbia

  1. Belloooooo! Le TerBarGite sono tornate! E da esse vengono sempre fuori serie fotografiche splendide… Grande Teresa! 🙂
    Conosco il posto avendo letto un po’ di articoli in merito, e le “giazzere” sono peraltro diffuse un po’ in tutta la fascia prealpina ove vi siano dei laghi: ad esempio ce ne sono parecchie anche in Brianza, ma certamente quelle di Cazzago sono tra le meglio conservate.
    (P.S.M.M.S.Q.S.*: uhm… ma la Teresa mi si sta bianconerizzando, ultimamente…)

    (*: Post Scriptum Mentale Mentre Scrivo Quanto Sopra 😀 )

    • Mi sono bianconerizzata, quadrottizzata e cornicizzata 😀
      sì, quelle di Cazzago sono davvero in perfetto stato. Pensa che tra tutte le volte che sono stata a Cazzago (dove c’è il mio angolino di lago preferito), non ero mai salita fino alle ghiacciaie, pur sapendo della loro esistenza. Le ho viste aperte ( c’era un’esposizione di sculture) la prima volta che mi sono fatta il giro del lago, ormai due anni fa. Il posto merita davvero una gita 😉 ciao Luca!

    • Grazie Massimo, non so se ci hai fatto caso, ma tutte le foto di questa serie sono state scattate ed elaborate con un cellulare. Sono curiosa anch’io di vedere la resa in stampa, ma pensavo di far stampare quelle dell’articolo precedente (Tempi agitati), sempre scattate ed elaborate con il cellulare. Sto sperimentando ultimamente 🙂

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